Pubblicazioni, Volumi DDOT

DDOT-3 L’Unità

Il terzo volume del Dizionario Dinamico di Ontologia Trinitaria (DDOT-3) appena pubblicato, dopo l’esordio rappresentato dal Manifesto (DDOT-1) e dalle Tesi per una Ontologia trinitaria di K. Hemmerle (DDOT-2), segna l’inizio dell’indagine intorno ai lemmi chiave in un pensiero relazionale.

L’Unità – Parola/1. Metafisica Teologia Cosmologia, offre infatti uno sguardo prospettico sul tema cruciale, antico e sempre nuovo dell’unità, che propizia il pensare l’alterità e la molteplicità nella relazionalità dell’essere e del mondo, come si evince dall’Introduzione: “Tra” l’uno e i molti. L’unità che è relazione, a firma dei due curatori del volume, Massimiliano Marianelli ed Emanuele Pili.

I tre “saggi” che vengono poi proposti articolano uno sguardo trialogico sul tema dell’unità dal punto di vista della metafisica, della teologia e della cosmologia: Massimo Donà, Identità come unità; Piero Coda , L’Essere è Uno perché è Trino: per un’intelligenza ontologica dell’unità come evento di/in Dio; Carmelo Meazza, L’unità del mondo nell’unità dell’umano e del divino.

Presentazione volumi OT, Pubblicazioni, Volumi DDOT

Pubblicato il secondo volume DDOT

È uscito in libreria e online, il secondo volume del Dizionario Dinamico di Ontologia Trinitaria (DDOT-2), che offre le Tesi per una Ontologia Trinitaria (Thesen zu einertrinitarischen Ontologie) del filosofo e teologo tedesco Klaus Hemmerle, pubblicate nel 1976 presso la Johannes Verlag di Einsiedeln (Svizzera). Il saggio, a cura di Eduard Prenga e Maria Benedetta Curi, presenta una nuova traduzione in italiano, con l’originale tedesco.

Il volume è corredato da tre saggi, declinati tra filosofia e teologia, pensiero classico e pensiero moderno, teoresi, prassi e arte, di Piero Coda (Denken wie geht das? Hemmerle e le tre mosse di accesso all’ontologia trinitaria), Carmelo Meazza (Il “Noi” fra Dio e Dio in Klaus Hemmerle) e Massimo Donà (I “suoni” e i “ritmi” della Trinità. In margine alle Tesi hemmerliane)


DDOT, Manifesto, Pubblicazioni, Volumi DDOT

DDOT-Manifesto

Il primo volume del “Dizionario Dinamico di Ontologia Trinitaria” è stato pubblicato nel 2021, con il Manifesto: per una ri-forma del pensare, come annunciato nell’intervista del Coordinatore del Comitato Direttivo del Dizionario progetto, Piero Coda.

Disponibile anche in formato e-book. Visualizzare l’indice del volume e l’elenco del Comitato Scientifico

Presentazioni online:

Recensioni:

Manifesto: Il termine deriva dal latino manus-fendere, che significa “toccare con mano”. Sono stati scritti dei manifesti per avanguardie politiche, artistiche e filosofiche, per es. il manifesto (programma) dell’idealismo tedesco di Hegel, Schelling, Hölderling, o il Manifesto del Partito Comunista di Marx ed Engels. Come esprime anche il sottotitolo “Per un’Ontologia Trinitaria”, questo manifesto non è da intendere nel senso di un’adesione ad un “programma”, cui si deve sottostare in maniera indiscussa, ma nel senso letterale del termine, come qualcosa che permette, e pone le condizioni, per “toccare con mano” l’esperienza – d’avanguardia – dell’ontologia trinitaria, chiamando a una risposta responsabile. La genesi del Manifesto per un’Ontologia Trinitaria è correlato al progetto di un Dizionario di Ontologia Trinitaria, intrapreso nel gruppo di teologi e filosofi che da alcuni anni collaborano con il teologo Piero Coda e il Dipartimento di Ontologia Trinitaria dell’Istituto Universitario Sophia di Loppiano, in modo da poter rendere fruibile quanto già sembrava pronto per essere “dato” al panorama culturale.

Il lavoro di redazione delle glosse (qui alcuni esempi) a corredo del Manifesto (a cura di Maria Benedetta Curi) vuole arricchire il testo con riflessioni a supporto, alcune delle quali sono emerse nei momenti di dialogo durante le lezioni di “Ontologia trinitaria” presso l’Istituto universitario Sophia di Loppiano. Si vuole così non perdere la “grazia” particolare che ha illuminato, oltre che nel momento della stesura e della revisione, ancor di più nel momento della lettura e condivisione del Manifesto. Il termine glossa deriva dal greco, indicando un termine che necessita di una spiegazione. Da semplici annotazioni interlineari, nel Medioevo sono diventati apparati esterni al testo, a commento del contenuto principale. Oltre che in ambito giuridico, questa metodologia era utilizzata in ambito teologico, si pensi ad es. alla Glossa continua super Evangelia di Tommaso d’Aquino. Oggi siamo abituati a confrontarci con note a piè di pagina, che in realtà perdono quel legame immediato e vitale con il testo, esprimendo più una mentalità del dimostrare, dell’apparire, del far vedere che si sa (tipica di un pensiero individualistico), piuttosto che dell’essere e del vivere. Per questo parliamo di glosse, presenti sotto forma di due tipologie: glosse informativo-descrittive (tipo note); e glosse performative, ossia coinvolgenti, che riattualizzano dialoghi avvenuti durante le lezioni e gli esami, rendendone partecipi ogni volta i lettori attuali.